In una Sala Conferenze dei Musei Vaticani stracolma ed in un clima di emozione palpabile, il giorno 3 novembre 2016, ha avuto luogo la conferenza dal titolo “Una nuova datazione per il ritrovamento del Laocoonte da un incunabolo conservato a Segni”. L’evento, inserito nel ciclo d’incontri “Il giovedì dei Musei”, è stato introdotto dal Prof. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, che ha poi ceduto la parola al direttore dell’Archivio Storico Innocenzo III di Segni Alfredo Serangeli ed allo storico dell’arte Luca Calenne (collaboratore dell’Archivio Innocenzo III), i quali hanno illustrato l’importante scoperta che ha permesso una nuova datazione per il ritrovamento del gruppo scultoreo del Laocoonte, conservato presso il Museo Pio Clementino dei Musei Vaticani. (link all’abstract della conferenza http://www.museivaticani.va/1_CommonFil…/…/49_conferenza.pdf)
Un incunabolo stampato nel 1491, è il filo conduttore che unisce l’Archivio Storico Innocenzo III, alla storia dei Musei Vaticani, passando per la vigna di Felice de Fredis (ove fu ritrovata la scultura del Laocoonte) al comune cimino di Barbarano Romano (residenza di Angelo Recchia proprietario dell’incunabolo). Tanti gli aneddoti legati alla scoperta, e tante le coincidenze, che il direttore Alfredo Serangeli ha svelato durante il suo brillante intervento. L’evento ha riscosso una notevole partecipazione delle comunità locali, che hanno letteralmente invaso la Sala Conferenze dei Musei Vaticani. Erano presenti tra le autorità del territorio i Sindaci Maria Assunta Boccardelli e Pierluigi Sanna, rispettivamente dei Comuni di Segni e Colleferro, e il Vescovo della Diocesi di Velletri-Segni Monsignor Vincenzo Apicella. Presenti inoltre il presidente della Compagnia dei Lepini Quirino Briganti, il presidente della Sezione Soci BCC per Segni e Colleferro Giuseppe Raviglia e una delegazione dal Comune di Barbarano Romano.
Le parole di plauso del Prof. Paolucci, hanno chiuso un pomeriggio che suggella l’importante quanto affascinante ricerca portata avanti dall’Archivio Innocenzo III ed in particolare dal suo Direttore Alfredo Serangeli e da Luca Calenne. Un pomeriggio che è motivo di orgoglio e di rafforzamento dell’identità cultuale.
Ma perché è così importante aver scoperto che la data di ritrovamento del Laocoonte è il 10 gennaio del 1506, anziché il 14 gennaio dello stesso anno, come si credeva finora? Quattro giorni potrebbero essere, forse, poca cosa, se non stessimo parlando del Laocoonte, capolavoro dell’arte ellenistica, una delle opere più famose e importanti al mondo. Ma il Laocoonte è anche considerato il “reperto primo” dei Musei Vaticani, e l’origine di questi ultimi si identifica con la data di ritrovamento della scultura. Quindi, tramite la scoperta segnina, è possibile ridefinire la data d’origine dei Musei Vaticani, l’istituzione museale più importante al mondo. Che segni avesse sempre danzato con la Storia dalla S maiuscola, era cosa nota, ma l’incunabolo del 1491, testimonia e dimostra la caratura del patrimonio librario e archivistico dell’Archivio Storico Innocenzo III, scrigno di tesori e fonte inestimabile di storia e memoria.
L’Archivio Storico Innocenzo III ringrazia tutti coloro che hanno presenziato alla conferenza.