Nasce la collana dei Quaderni dell’Archivio

by Lorenzo ~ aprile 24th, 2010. Filed under: Senza categoria.

Sotto il titolo provvisorio di <<Prime ricerche su Orazio Zecca da Montefortino (oggi Artena): dalla bottega del Cavalier d’Arpino a quella di Francesco Nappi, alla “scuola caraccia”>> è in corso di stampa presso l’editore Gangemi di Roma il primo volume della collana dei QUAIS, ossia dei Quaderni dell’Archivio Storico “Innocenzo III” di Segni.

La collana si propone di offrire uno sbocco di livello scientifico alle ricerche storiche più valide dedicate all’ex diocesi, comprendente i territori oltrechè dell’antica città lepina anche di Valmontone, Montefortino (l’attuale Artena), Gavignano, Montelanico e Colleferro.

Dopo il 1999 nel nostro territorio si è verificata una svolta negli studi storici: svolta di approccio e di metodo della ricerca che ha portato, tra l’altro, ad una più seria analisi delle fonti, con la riscoperta anche degli archivi notarili fino ad allora del tutto dimenticati. A nostro parere è quindi giunto il momento di procedere più speditamente per questa strada, incentivando nuovi lavori su un territorio particolarmente povero in tal senso, al punto che la ricerca scientifica si trova come di fronte ad un oceano ancora quasi tutto da esplorare.

La monografia che inaugura la collana è a cura di Luca Calenne, storico  dell’arte e collaboratore dell’Archivio fin dal suo sorgere nel 1998. Essa vuole ripercorrere la vicenda umana e professionale di Orazio Zecca, pittore nativo di Montefortino (oggi Artena), che si svolse a cavaliere tra il XVI ed il XVII secolo, ma ha anche l’ambizione di fornire numerose notizie inedite su molti altri artisti attivi nello stesso periodo a Roma e nel Lazio meridionale, a partire da alcuni che hanno operato nell’antica diocesi segnina e nei centri limitrofi (Velletri compresa), ai quali è dedicato il primo capitolo, che può considerarsi una sorta di ricognizione preliminare delle opere del primo Seicento nelle chiese e nei palazzi del nostro territorio. Alla biografia ed alla formazione artistica di Orazio Zecca, nonché alle sue opere ancora presenti nel suo paese natale, sono dedicati due capitoli, da cui emerge chiaramente l’importanza che ebbe l’arte di Giuseppe Cesari, meglio conosciuto come il Cavalier d’Arpino, nella cui bottega il pittore montefortinese si formò verosimilmente intorno alla metà dell’ultimo decennio del Cinquecento, e forse ebbe modo persino di incrociare il Caravaggio.

Il quarto ed il quinto capitolo sono invece dedicati al non facile rapporto di collaborazione con il pittore milanese Francesco Nappi, una figura ancora piuttosto misteriosa su cui solo da poco gli studiosi stanno facendo luce. La ricerca su Orazio Zecca è stata pure quindi l’occasione di passare in rassegna la produzione del milanese, rintracciando i suoi modelli ed alcune opere inedite, nonché correggere alcune attribuzioni sbagliate. In particolare l’autore ha dato grande spazio all’attività del Nappi all’interno del chiostro del convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva, di cui è in corso il restauro, chiarendone la cronologia.

I successivi capitoli si occupano delle opere lasciate dal montefortinese nel Palazzo ducale di Zagarolo, nella Basilica di Santa Maria Maggiore e nel Palazzetto Mattei della Villa Celimontana a Roma, nelle quali si ravvisa un avvicinamento da parte sua all’arte di Annibale Carracci e dei suoi seguaci, in particolare al Domenichino, inoltre vengono forniti nuovi dati sul Cavalier d’Arpino ed alcuni suoi collaboratori, che furono in rapporto anche con il montefortinese. Nel decimo capitolo si trovano infine alcune proposte attributive.

Pur non essendo dotato di grande capacità creativa (i suoi dipinti derivano quasi sempre da incisioni o opere di più celebri maestri) il pittore di Montefortino fu sicuramente il maggiore artista locale del primo Seicento, nonché uno dei pochissimi ad imporsi anche sul mercato romano; la sua riscoperta dimostra in modo esemplare quali potenziali novità offrano ancora le opere e i documenti del nostro territorio, il cui studio scientifico può dirsi appena iniziato.

O. Zecca, Il rapimento di Proserpina, affresco nella villa Mattei al Celio, (nota oggi come villa Celimontana)

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